Arrivo della Madonna di Fatima 09.09.2017

Pubblicato giorno 13 settembre 2017 - In home page, news

fatima3

Dal 9 al 16 Settembre di questo anno, in Ostuni è presente l’immagine di Nostra Signora pellegrina di Fatima. Giunta presso il campo comunale sabato pomeriggio, dove è stata accolta da tanti fedeli, la Madonna è stata portata in processione presso la nostra parrocchia.

L’evento promosso e animato dalla Famiglia del Cuore Immacolato di Maria che trova la sua sede in Puglia c/o l’Opera Nostra Signora di Fatima, in contrada san Giovanni – Ostuni, insieme alla vicaria di Ostuni e con il patrocinio del Comune di Ostuni, è stato pensato come un momento di riflessione e di crescita umana, culturale, sociale e spirituale importante in un momento internazionale delicato dove convivenza civile, pace, fraternità, accoglienza, solidarietà sono valori di vita da difendere e da attuare per un mondo più umano e più a misura dell’uomo.

Vi riportiamo l’omelia tratta dalla celebrazione eucaristica di accoglienza, svoltasi sul sagrato della parrocchia, ma seguita anche dai fedeli presenti in chiesa grazie ad un maxi schermo, del nostro parroco Don Giovanni Apollinare.

“Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione” (2Cor. 5,19)

La parola di questa XXIII domenica del cammino di fede che la liturgia domenicale propone è: come incarnare uno stile di comunità cristiana, per vivere il ministero e il servizio della riconciliazione, da coltivare e testimoniare. Così gli uomini e la storia possano camminare da riconciliati con Dio e con i propri fratelli.

E’ proprio vero che non si può vivere nella pace e in pace se non si è giunti a lavorare per la pace nel proprio cuore. Vivere da riconciliati non è una stoffa da ritagliare addosso agli altri, ma un lavoro su noi stessi con l’aiuto di Dio e del suo Spirito.

Infatti il perdono non consiste in una emozione, ma in una decisione. Non nasce improvvisamente, ha bisogno di un percorso.

Lo scandalo del perdono, cioè vivere percorsi e scelte di amore, va contro tutti i nostri istinti. Siamo consapevoli che nel cammino di conversione chi deve cambiare, non colui che ha offeso, ma colui che ha subito l’offesa. Non gli altri, ma io. Appare difficile, eppure il Vangelo assicura che è una possibilità offerta all’uomo, per un futuro umano risanato, per una storia riconciliata.

«Il perdono, infatti, è imprigionare il male» e cucire, incessantemente, il tessuto lacerato dalle nostre relazioni inquinate dall’egoismo, dalla sopraffazione, dalle gelosie, dalle manie di grandezza e da tutti gli atteggiamenti che giungono a compiere scelte  di male, su noi stessi e sugli altri e su tutto quanto ci circonda. Perdonare è spezzare la catena dell’odio e sanare i rapporti con amore fraterno.

Gesù nel Vangelo appena ascoltato indica, per il superamento delle fratture d’amore, un percorso in tappe.

La prima tappa è la più difficile. La fraternità. Tu e tuo fratello da recuperare.  Tu puoi intervenire nella vita di un altro e toccarlo nell’intimo, non in nome di un ruolo o di una presunta verità, ma solo se hai preso carne e sangue dentro di te della vita di tuo fratello. Gesù afferma: “se tuo fratello pecca…”, non dimentichiamo che è fratello, legato e caro per noi; c’è un rapporto che non va mai dimenticato. Solo la fraternità reale legittima il dialogo educante. Quello vero: non quello politico, diplomatico, fatto di detti e non detto, in cui si misurano le forze, ma quello vissuto nella stanza del discernimento evangelico in cui si misurano le sincerità del proprio stile di vita. Ricordiamo Gesù quando afferma “Tu non puoi togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello se nel tuo occhio hai la trave”.

La seconda tappa. Dialogo fraterno. Dopo aver interrogato il tuo cuore, tu va’ e parla, tu fa il primo passo, non chiuderti in un silenzio ostile, non fare l’offeso, ma sii tu a riallacciare e riconciliare la relazione. Tutto sia fatto lontano dalle scene, nel cuore della vita che ama, tutto inizia dal mattoncino elementare del rapporto io-tu.

Se il fratello ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Il Verbo guadagnare un fratello afferma in modo forte che il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l’unica politica economica che produce crescita umana e spazio di nuova produzione fraterna.

Le tappe successive poi sono per allargare l’onda dell’amore è l’invito alla preghiera così come Gesù nel Vangelo ha incoraggiato “se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

“Prendi con te una o due persone e infine parlane alla comunità. E se non ascolta sia per te come il pagano e il pubblicano”. Sono un invito a non fare del fratello un escluso e uno scarto. No!. Con il fratello ti comporterai come ha fatto Gesù, che siede a mensa con i pubblicani e peccatori per annunciare la bella notizia della tenerezza di un Dio, inchinato su ciascuno dei suoi figli. Vivi l’abbraccio umano. Stai accanto da fratello e mai da spia, peggio se con il dito puntato o posto nella piaga.

“Tutto quello che legherete o che scioglierete sulla terra, lo sarà anche in cielo”. Gesù non parla da giurista, non lo mai fatto. «Il potere di perdonare le debolezze non è potere di giudizio, è il potere di una presenza trasfigurante anche nelle esperienze più squallide, più impure, più alterate dell’uomo» . È il potere conferito a tutti i fratelli di diventare presenza che destruttura il male, con gesti che vengono da Dio: perdonare i nemici, trasfigurare il dolore, sono le nuove relazioni con il prossimo: e l’eternità entra all’istante in noi e arricchisce le povertà. Sciogliere e legare sono i gesti della promozione umana, della dignità dell’uomo. Infatti: ciò che scioglierete  equivale a dire come Gesù ha sciolto le bende dell’emarginazione e della morte; ciò che legherete è come lui ha legato a sé uomini e donne. Gesù inchioda ciascuno della comunità e lo stile della comunità a vivere e celebrare la riconciliazione. Ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre. Questo è il respiro evangelico dell’amore.

A te Madre di Cristo e madre nostra affidiamo il cammino delle comunità cristiane e le tappe del crescere nell’ amore. Sostienici con la Tua maternità. Chiedi con noi e per noi il dono di amare, ciò che siamo, tutto ciò abbiamo ricevuto e riceviamo nel percorso della vita.  Non farci mancare tempi di pace e di umana fraternità. Allontana da noi ogni pericolo dell’anima e del corpo. Amen.”

fatima1 fatima2

 

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Lascia un commento

  • (will not be published)