Assemblea Operatori Pastorali “Parrocchia e nuzialità: discernimento e accompagnamento “-11/09/2018 Relazione di Sabino Chialà – Superiore della comunità di Bose

Pubblicato giorno 10 ottobre 2018 - In home page, in primo piano

Assemblea Operatori Pastorali

Relazione di Sabino Chialà – Superiore della comunità di Bose

Vorrei partire dall’immagine della nuzialità e capire come questa si può incarnare concretamente nell’esperienza ecclesiale e in che misura discernimento e accompagnamento possono indicare una esperienza di nuzialità .Come tutte le immagini, anche quella della nuzialità è solo un’immagine ,che sarà necessaria interpretare /adattare e comprenderesenza banalizzarla( rischio cui questa immagine va particolarmente soggetta).

Cosa può voler dire :”vivere la nostra esperienza ecclesiale alla luce della nuzialità”? Cosa può voler dire una spiritualità nuziale all’interno delle nostre comunità ecclesiali? Come,anche, nei rapporti tra le  nostre comunità ecclesiali e il resto dell’umanità noi ci sentiamo chiamati ad accompagnare? Cosa può voler dire vivere delle relazioni interpersonali segnati dalla nuzialità? Tra l’altro ,in un momento in cui la sua applicazione meglio nota -la nuzialità uomo /donna -attraversa una delle sue crisi più profonde?

Se noi partiamo da questa immagine è perché essa vieneimpiegata nelle scritture .Uno dei paradigmi più fecondi in cui gli Autori dei libri santi hanno cercato di narrare le due relazioni fondamentali che noi viviamo –la relazione tra dio e l’umanità ,la relazione interpersonale più feconda tra gli esseri umani più esperita ,cioè la relazione uomo donna.Ambedue nei libri santi sono spiegati attraverso la categoria della nuzialità.

Iniziamo ,da un rapidissimo sguardo, all’impiego di questa immagine nelle scritture Giudaico –Crostane .Nell’antico testamento chi sono  e quali sono i libri che impegnano questa immagine? Sono ,i libri profetici. Isaia, ad esempio, parla della relazione tra Dio e il suo popolo in termini di nuzialità.Pensiamo in particolare a Isaia 54 ai versetti 5-7,dove rivolgendosi a Gerusalemme il profeta dice:” Poiché tuo sposo è il tuo creatore, Signore degli eserciti è il suo nome; tuo redentore è il Santo di Israele, è chiamato Dio di tutta la terra. Come una donna abbandonata e con l’animo afflitto, ti ha il Signore richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? Dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore. Dio si presenta in questo testo ,innanzitutto ,come lo sposo fedele che non abbandona la sua sposa “Gerusalemme”(figura di tutta l ‘umanità )neppure quando la sposa è infedele .Lanuzialità è sempre una relazione impari ,in cui c’è un Diosempre fedele nonostante la nostra infedeltà. .Il medesimo profeta Isaia impiega l’immagine sponsale anche altrove,peresempio al Cap.61 versetto 10 Cap. 62 versetto 4 (etc.)  -un altro profeta sono: Ezechiele (Cap. 16 ),Osea ( primi tre capitoli).

Queste immagini mirano a rappresentare che cosa ? LA storia della salvezza, come una narrazione drammatica, sempre in crisi …della nuzialità tra dio e il popolo .Un cammino difficile ,contraddetto dagli esseri umani ,del popolo cui Dio garantisce la sua fedeltà .Il rapporto si mantiene ,perché uno dei due resta fedele. Un rapporto che Dio sa rivitalizzare e rinascere ogni volta ,facendo di ogni peccato e di ogni contraddizione un momento di grazia .

Nel nuovo testamento ,registriamo uno sviluppo ulteriore. Lo sposo ,diventa Cristo e la sposa diventa la Chiesa. L’ultima immagine della Bibbia cristiana ,ricordate nell’Apocalisse è un immagine sponsale. Alla fine dell’Apocalisse lo Spirito e la sposa invocano il ritorno dello sposo. Lo Spirito e la sposa dicono vieni ,cosi termina il libro profetico dell’Apocalisse.

Narrando, così, una nuzialità ancora incompiuta .Una nuzialità ,in cui la sposa invoca con lo Spirito ,questo sposoche c’è e non c’è .Una nuzialità aperta .Un testo emblematico,è il Cap. V  degli Efesini (versetti 25/33) dove paolo legge la parabola dell’amore tra l uomo e la donna in parallelo con quello del legame tra Cristo e la Chiesa.

25]E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, [26]per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, [27]al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. [28]Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. [29]Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, [30]poiché siamo membra del suo corpo. [31]Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. [32]Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! [33]Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

Paolo intreccia in maniera inseparabile queste due relazioni-tra Dio e il popolo e tra uomo e donna ,una relazione narra l’altra.

Quale e l’idea centrale, che si cela ,sia tra il legame tra Dio e popolo e Cristo e la Chiesa?

L idea centrale è quella di una connaturalità , un legame tra un’alleanza che penetra nella carne . Dio è intimo all’uomo .La penetrazione più intima di Dio ,nel suo farsi prossimo nell’umanità.

Un ‘alleanza tra Dio e l’umanità ,tra Dio e un popolo(Israele),un ‘alleanza tra un uomo e una donna che va fino a questa profondità .Che cosa è un’alleanza? L’alleanza è un vincolo ,due persone che entrano in alleanza stabiliscono un vincolo tra di loro. Dietro un vincolo c’è una realtà da custodire. Il vincolo è protezione di una realtà. L immagine nuziale è una rappresentazione iconica che vuole significare un vincolo ,un legame che a sua volta vuole custodire protegger e nutrire la vera realtà, che a noi interessa che è la “comunione” .La comunione tra Dio e l’umanità ,lacomunione tra due esseri umani ,la comunione all’interno di una comunità .In altri termini ,l’alleanza assunta e espressa dall’immagine nuziale rimanda a qualcosa che essa contiene ,che essa genera, che essa alimenta che è la comunione. Parlare di nuzialità è parlare di una comunione .Comunioneche va in varie direzione :con Dio ,con uomo e donna ,ma anche tra essere umani , nel creato e ecclesiale.

La nuzialità vissuta nella comunità cristiana ,tra comunitàcredente e nel resto del mondo

Noi abbiamo da vivere e ricercare ,una doppia nuzialità:- intra : tra i membri – extra :tra una comunità credente e il resto del mondo .Il cristianesimo ,sta diventando affare di una minoranza.

Come noi viviamo una nuzialità con chi in chiesa non ci viene ? Dove articolarla?

Nuzialità Intra – Nuzialità Extra la comunità

Vivere la comunione nelle nostre comunità .Sono delle comunità? Sono luoghi che si vive e si cresce nella comunione? O solo luogo dove si offrono dei servizi? Respirano comunione le nostre comunità? Altrimenti saremo dei “mestieranti “ efficaci.

Nuzialità Intra

EVANGELII GAUDIUM

63. La fede cattolica di molti popoli si trova oggi di fronte alla sfida della proliferazione di nuovi movimenti religiosi, alcuni tendenti al fondamentalismo ed altri che sembrano proporre una spiritualità senza Dio. Questo è, da un lato, il risultato di una reazione umana di fronte alla società materialista, consumista e individualista e, dall’altro, un approfittare delle carenze della popolazione che vive nelle periferie e nelle zone impoverite, che sopravvive in mezzo a grandi dolori umani e cerca soluzioni immediate per le proprie necessità. Questi movimenti religiosi, che si caratterizzano per la loro sottile penetrazione, vengono a colmare, all’interno dell’individualismo imperante, un vuoto lasciato dal razionalismo secolarista. Inoltre, è necessario che riconosciamo che, se parte della nostra gente battezzata non sperimenta la propria appartenenza alla Chiesa, ciò si deve anche ad alcune strutture e ad un clima poco accoglienti in alcune delle nostre parrocchie e comunità, o a un atteggiamento burocratico per rispondere ai problemi, semplici o complessi, della vita dei nostri popoli. In molte parti c’è un predominio dell’aspetto amministrativo su quello pastorale, come pure una sacramentalizzazione senza altre forme di evangelizzazione.

41. Allo stesso tempo, gli enormi e rapidi cambiamenti culturali richiedono che prestiamo una costante attenzione per cercare di esprimere le verità di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere la sua permanente novità. Poiché, nel deposito della dottrina cristiana «una cosa è la sostanza […] e un’altra la maniera di formulare la sua espressione».[45] A volte, ascoltando un linguaggio completamente ortodosso, quello che i fedeli ricevono, a causa del linguaggio che essi utilizzano e comprendono, è qualcosa che non corrisponde al vero Vangelo di Gesù Cristo. Con la santa intenzione di comunicare loro la verità su Dio e sull’essere umano, in alcune occasioni diamo loro un falso dio o un ideale umano che non è veramente cristiano. In tal modo, siamo fedeli a una formulazione ma non trasmettiamo la sostanza. Questo è il rischio più grave. Ricordiamo che «l’espressione della verità può essere multiforme, e il rinnovamento delle forme di espressione si rende necessario per trasmettere all’uomo di oggi il messaggio evangelico nel suo immutabile significato»

40. La Chiesa, che è discepola missionaria, ha bisogno di crescere nella sua interpretazione della Parola rivelata e nella sua comprensione della verità. Il compito degli esegeti e dei teologi aiuta a maturare «il giudizio della Chiesa».[42] In altro modo lo fanno anche le altre scienze. Riferendosi alle scienze sociali, per esempio, Giovanni Paolo II ha detto che la Chiesa presta attenzione ai suoi contributi «per ricavare indicazioni concrete che la aiutino a svolgere la sua missione di Magistero».[43] Inoltre, in seno alla Chiesa vi sono innumerevoli questioni intorno alle quali si ricerca e si riflette con grande libertà. Le diverse linee di pensiero filosofico, teologico e pastorale, se si lasciano armonizzare dallo Spirito nel rispetto e nell’amore, possono far crescere la Chiesa, in quanto aiutano ad esplicitare meglio il ricchissimo tesoro della Parola. A quanti sognano una dottrina monolitica difesa da tutti senza sfumature, ciò può sembrare un’imperfetta dispersione. Ma la realtà è che tale varietà aiuta a manifestare e a sviluppare meglio i diversi aspetti dell’inesauribile ricchezza del Vangelo.

70. È anche vero che a volte l’accento, più che sull’impulso della pietà cristiana, si pone su forme esteriori di tradizioni di alcuni gruppi, o in ipotetiche rivelazioni private che si assolutizzano. Esiste un certo cristianesimo fatto di devozioni, proprio di un modo individuale e sentimentale di vivere la fede, che in realtà non corrisponde
ad un’autentica “pietà popolare”. Alcuni promuovono queste espressioni senza preoccuparsi della promozione sociale e della formazione dei fedeli, e in certi casi lo fanno per ottenere benefici economici o qualche potere sugli altri. Nemmeno possiamo ignorare che, negli ultimi decenni, si è prodotta una rottura nella trasmissione generazionale della fede cristiana nel popolo cattolico. È innegabile che molti si sentono delusi e cessano di identificarsi con la tradizione cattolica, che aumentano i  genitori che non battezzano i figli e non insegnano loro a pregare, e che c’è un certo esodo verso altre comunità di fede. Alcune cause di questa rottura sono: la mancanza di spazi di dialogo in famiglia, l’influsso dei mezzi di comunicazione, il soggettivismo relativista, il consumismo sfrenato che stimola il mercato, la mancanza di accompagnamento pastorale dei più poveri, l’assenza di un’accoglienza cordiale nelle nostre istituzioni e la nostra difficoltà di ricreare l’adesione mistica della fede in uno scenario religioso plurale.

95. Questa oscura mondanità si manifesta in molti atteggiamenti apparentemente opposti ma con la stessa pretesa di “dominare lo spazio della Chiesa”. In alcuni si nota una cura ostentata della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa, ma senza che li preoccupi il reale inserimento del Vangelo nel Popolo di Dio e nei bisogni concreti della storia. In tal modo la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi. In altri, la medesima mondanità spirituale si nasconde dietro il fascino di poter mostrare conquiste sociali e politiche, o in una vanagloria legata alla gestione di faccende pratiche, o in un’attrazione per le dinamiche di autostima e di realizzazione autoreferenziale. Si può anche tradurre in diversi modi di mostrarsi a se stessi coinvolti in una densa vita sociale piena di viaggi, riunioni, cene, ricevimenti. Oppure si esplica in un funzionalismo manageriale, carico di statistiche, pianificazioni e valutazioni, dove il principale beneficiario non è il Popolo di Dio ma piuttosto la Chiesa come organizzazione. In tutti i casi, è priva del sigillo di Cristo incarnato, crocifisso e risuscitato, si rinchiude in gruppi di élite, non va realmente in cerca dei lontani né delle immense moltitudini assetate di Cristo. Non c’è più fervore evangelico, ma il godimento spurio di un autocompiacimento egocentrico.

97. Chi è caduto in questa mondanità guarda dall’alto e da lontano, rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare continuamente gli errori degli altri ed è ossessionato dall’apparenza. Ha ripiegato il riferimento del cuore all’orizzonte chiuso della sua immanenza e dei suoi interessi e, come conseguenza di ciò, non impara dai propri peccati né è autenticamente aperto al perdono. È una tremenda corruzione con apparenza di bene. Bisogna evitarla mettendo la Chiesa in movimento di uscita da sé, di missione centrata in Gesù Cristo, di impegno verso i poveri. Dio ci liberi da una Chiesa mondana sotto drappeggi spirituali o pastorali! Questa mondanità asfissiante si sana assaporando l’aria pura dello Spirito Santo, che ci libera dal rimanere centrati in noi stessi, nascosti in un’apparenza religiosa vuota di Dio. Non lasciamoci rubare il Vangelo!

Nelle comunità la nuzialità si costruisce, si edifica costantemente e va alimenta. Ogni rapporto non coltivato,muore! Abbiamo bisogno di discernere e ritornare all’essenziale, che ci è consegnato da un testo :Il primo sommario degli Atti degli Apostoli(magna carta di ogni esperienza ecclesiale)costituiscono gli strumenti essenziali per vivere la nuzialità.

Luca atti degli apostoli 2 ,42 : Essi erano perseveranti nel seguire l’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere. “

Luca ,ci consegna gli strumenti ordinari per edificare una comunità che viva esperienza della nuzialità intra.

Quattro strumenti- pratiche  ben precisi:

- Ascolto Parola di Dio “INSIEME.
- La comunione ,attenzione l’un l’altro, con gesti (cresci in comunione se vedi che l’altro della comunità ha bisogno di una mano).
- Spezzare il pane, come atto comunitario .L’eucaristia è fare un esperienza di comunione (ti senti in comunione con il prossimo ?E esperienza di crescita ?)
- Preghiera – ricordo dell’altro , pregare per l’altro. Quando tu ti ricordi dell’altro, cresci nella comunione …pregareper il nemico, unico per poter mantenerne il legame .

Rimettere al centro l ‘evangelo ,per una pastorale missionaria .Chiesa che ha dimenticato l’essenziale. Papa Francescoafferma :tornare a leggere il vangelo nelle nostre comunità,ascoltandolo insieme” .

EVANGELII GAUDIUM

11. Un annuncio rinnovato offre ai credenti, anche ai tiepidi o non praticanti, una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice. In realtà, il suo centro e la sua essenza è sempre lo stesso: il Dio che ha manifestato il suo immenso amore in Cristo morto e risorto. Egli rende i suoi fedeli sempre nuovi, quantunque siano anziani, riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi» (Is 40,31). Cristo è il «Vangelo eterno» (Ap 14,6), ed è «lo stesso ieri e oggi e per sempre» (Eb 13,8), ma la sua ricchezza e la sua bellezza sono inesauribili. Egli è sempre giovane e fonte costante di novità. La Chiesa non cessa di stupirsi per «la profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio» (Rm11,33). Diceva san Giovanni della Croce: «questo spessore di sapienza e scienza di Dio è tanto profondo e immenso, che, benché l’anima sappia di esso, sempre può entrare più addentro».[7] O anche, come affermava sant’Ireneo: «[Cristo], nella sua venuta, ha portato con sé ogni novità».[8]Egli sempre può, con la sua novità, rinnovare la nostra vita e la nostra comunità, e anche se attraversa epoche oscure e debolezze ecclesiali, la proposta cristiana non invecchia mai. Gesù Cristo può anche rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività divina. Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale. In realtà, ogni autentica azione evangelizzatrice è sempre “nuova”.

La novita va cercate ,quando arrivi al cuore del vangelo.

EVANGELII GAUDIUM

28. La parrocchia non è una struttura caduca; proprio perché ha una grande plasticità, può assumere forme molto diverse che richiedono la docilità e la creatività missionaria del pastore e della comunità. Sebbene certamente non sia l’unica istituzione evangelizzatrice, se è capace di riformarsi e adattarsi costantemente, continuerà ad essere «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie».[26] Questo suppone che realmente stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione.[27] Attraverso tutte le sue attività, la parrocchia incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti dell’evangelizzazione.[28] È comunità di comunità, santuario dove gli assetati vanno a bere per continuare a camminare, e centro di costante invio missionario. Però dobbiamo riconoscere che l’appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie non ha ancora dato sufficienti frutti perché siano ancora più vicine alla gente, e siano ambiti di comunione viva e di partecipazione, e si orientino completamente verso la missione.

Il Vangelo ,insieme agli altri tre strumenti, diventa quello che aiuta una comunità credente a ritrovare/coltivare e approfondire la nuzialità ad intra.

Nuzialità Extra la comunità

La comunità che si fa accompagnamento dell’umanità ,nella compagnia degli uomini. Una Chiesa Missionaria .Perchédella missionarietà non è secondaria .Perché evangelizzare ? Con quale obiettivo ?

EVANGELII GAUDIUM

9. Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza autentica di verità e di bellezza cerca per se stessa la sua espansione, e ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilità davanti alle necessità degli altri. Comunicandolo, il bene attecchisce e si sviluppa. Per questo, chi desidera vivere con dignità e pienezza non ha altra strada che riconoscere l’altro e cercare il suo bene. Non dovrebbero meravigliarci allora alcune espressioni di san Paolo: «L’amore del Cristo ci possiede» (2 Cor 5,14); «Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1 Cor 9,16).

L’evangelo è esperienza di liberazione ,che uno avrebbe fatto e che tende naturalmente a comunicarla. La missionareità ,è comunicare agli altri qualcosa di bello e esperito .Non nasce da strategie di conquista.

EVANGELII GAUDIUM

14 I cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile. La Chiesa non cresce per proselitismo ma «per attrazione».

Quale differenza c’è tra proselitismo e attrazione?

L attrazione è un qualcosa che attira l’altro ,che discerne un bene che si manifesta e si allarga e coinvolge e invita .Il proselitismo è allargare il club.

Le nostre vite sono attraenti? Cosa comunico?

Due elementi che ci aiuteranno alla nuzialità extra:

- Il linguaggio l’eloquenza delle parole nella catechesi. Leparole che diciamo sono comprensibili? Sono eloquenti ?Trasmettono ?

EVANGELII GAUDIUM

158 Ci sono parole proprie della teologia o della catechesi, il cui significato non è comprensibile per la maggioranza dei cristiani. Il rischio maggiore per un predicatore è abituarsi al proprio linguaggio e pensare che tutti gli altri lo usino e lo comprendano spontaneamente.

Un linguaggio positivo, un sms che aiuta a vivere e apre la speranza .Le nuove generazioni non sanno che sia il senso del peccato, ma lo spieghiamo attraverso categorie che nonintersecano i loro linguaggi .Il linguaggio deve aiutare a capire. Devi far Capire dove e perché il peccato fa male.

- La testimonianza della vita-

Papa Francesco :LA chiesa in uscita ,cosa intende?

EVANGELII GAUDIUM

20 Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo.

Per il Papa uscire ,significa uscire di mentalità…vuol dire farsi prossimo la dove l’atro è .Vuol dire testimoniare la propria la fede ,nel mondo del lavoro, del vicinato, delle amicizie…lì dove la provvidenza ci ha collocati ,con gesti di prossimità. Non si tratta di inventare, ma uscire con la vita là dove si vive ,là dove gli uomini vivono le loro gioie e angosce …farsi prossimi dove il mondo gioisce e soffre.

Nuzialità come esperienza di alleanza ,che alimenta e si alimenta della comunione tra Dio e l’umanità e che si esprime nelle nostre alleanze interpersonali .Una nuzialità da vivere con il Signore che ne è la fonte, una nuzialità da vivere tra esseri umani credenti e non ,chiamati a e accompagnarsi nel pellegrinare verso il Regno. Tra credenti ,nelle nostre comunità che siamo chiamati a rendere, nei luoghi dove si sperimenta l’accompagnarsi reciproco,facendosi prossimi con una vita che parla da se e con parole che parlano da se e siano positive.

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