«La buona politica è al servizio della pace»Le Parole di Papa Francesco Messaggio per la 52° giornata Mondiale della Pace

Pubblicato giorno 30 dicembre 2018 - In home page, in primo piano, Notizie

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«La buona politica è al servizio della pace» Il messaggio per la 52° Giornata Mondiale della Pace riguarda la buona politica, intesa come via per raggiungere e garantire la pace. L’impegno politico, si legge nel commento che ha accompagnato l’annuncio del tema scelto da Papa Francesco per questo messaggio, “porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento”. Il veicolo attraverso il quale la politica può garantire la pace è il riconoscimento dei diritti di ciascuno. Di qui la missione che il papa intende consegnare con questo messaggio a tutto il Popolo di Dio. “Siamo chiamati” conclude il commento “a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti”. Ripensando alle parole della “Laudato sì” appare chiaro come la pace vera, quella costruita giorno per giorno attraverso la quotidiana fatica del riconoscimento reciproco, passi attraverso la dignità dell’uomo e dei suoi diritti, come persona, come membro di una famiglia, come soggetto sociale e come lavoratore.

La buona politica è al servizio della pace

Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» (Lc 10,5-6).

Offrire la pace è al cuore della missione dei discepoli di Cristo. E questa offerta è rivolta a tutti coloro, uomini e donne, che sperano nella pace in mezzo ai drammi e alle violenze della storia umana. La “casa” di cui parla Gesù è ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente, nella loro singolarità e nella loro storia; è prima di tutto ogni persona, senza distinzioni né discriminazioni. È anche la nostra “casa comune”: il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine.

Sia questo dunque anche il mio augurio all’inizio del nuovo anno: “Pace a questa casa!”. […]

La pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria:

– la pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza e, come consigliava San Francesco di Sales, esercitando “un po’ di dolcezza verso sé stessi”, per offrire “un po’ di dolcezza agli altri”;

– la pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente…; osando l’incontro e ascoltando il messaggio che porta con sé;

– la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire.

La politica della pace, che ben conosce le fragilità umane e se ne fa carico, può sempre attingere dallo spirito del Magnificat che Maria, Madre di Cristo Salvatore e Regina della Pace, canta a nome di tutti gli uomini «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».

 

 

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