Il Campanile della fede

Monsignor Livrani continuerà a sostenere e sue tesi anche in seguito e
su “Lo Scudo” del 29  novembre 1956 scriverà:

Fervono con ritmo sempre più veloce i lavori della costruzione del nuovo tempio dei Santi Medici. Il parroco Andrea Melpignano non risparmia fatiche e non vede l’ora del raggiungimento del suo grande ideale, coadiuvato dal munifico N.H. Eligio Tanzarella, presidente del comitato.
I fondi stanziati dal governo sono appena sufficienti per la costruzione al rustico dell’imponente edificio, in appalto alla ditta Antelmi di Carovigno, sotto l’alta direzione artistica dell’ing. Architetto Lacitignola di Monopoli. Don Andrea ha dovuto far fronte con sottoscrizione popolare e con i suoi risparmi all’acquisto del suolo edificatorio; ora ha stipulato un nuovo contratto per il Campanile 4 milioni e mezzo. Il Campanile non era preventivato nella spesa. E la chiesa senza campanile è come una bella toilette incompleta. Il Campanile è il grande potente richiamo, esprimendo
con la sua altezza l’anelito umano verso il cielo; don Andrea propone che il campanile della sua nuova chiesa sia il richiamo della Fede e il ricordo dei caduti ostunesi, particolarmente dell’ultima guerra.
L’idea, quanto mai geniale, merita di essere incoraggiata.

Ostuni, è vero, ha un monumento ai caduti, il quale ricorda solo i morti del ‘15-18. E perché non approfittare di questo superbo campanile che possa
raccogliere i nomi di tutti gli altri caduti?
Il campanile ideato dallo stesso architetto Lacitignola sorgerà a fianco della chiesa, a lato destro del presbiterio, su una base di m. 4,90 per 2,90, elevandosi dal piano terra per m. 29,50…
Sarà costruito con struttura in cemento armato, tamponato con materiale tufaceo e il tutto rivestito con pietra da taglio.
Semplice, lineare nello stile, armonizzerà con la struttura moderna dell’insieme. Verrà dotato di tre campane di diverse dimensioni…
Nella parte inferiore, nell’interno, tra rilievi simbolici, saranno collocate le lapidi con sopra incisi i nomi dei caduti.
E come la campana di Rovereto “Maria Dolens” costruita con bronzo dei cannoni tolti al nemico suona nelle grandi solennità della chiesa e della patria per tutti i morti e i dispersi dell’Italia sparsi per il mondo, così le campane del campanile del Santuario dei martiri della fede Cosma e Damiano suoneranno per i caduti di Ostuni martiri della Patria.

Agli inizi del 1957 don Andrea
si era rivolto anche all’onorevole Giuseppe Pella,
già Presidente del Consiglio,
che in data 6 aprile 1957 dalla Camera dei Deputati
così scriveva:

Molto Reverendo Don Andrea Melpignano,
mi riferisco alla graditissima lettera che Ella mi ha indirizzato relativa alla costruenda chiesa santuario dedicata ai Santi Cosma e Damiano.
Purtroppo non sono, per ora, nella possibilità di attuare un interessamento nel senso richiestomi: ciò potrà avvenire in un successivo tempo, quando, compiuta l’opera nelle sue parti essenziali, potrà, ritengo, essere attirata l’attenzione sul Santuario per le necessarie rifiniture interne. Mi rincresce di non poterle dare, per ora, una migliore risposta, lieto, se in altra occasione, mi sarà riservata più gradita possibilità.
Con i sentimenti migliori, mi creda
                                                                               GIUSEPPE PELLA

Condividi su:   Facebook Twitter Google