Prime decorazioni

Prime decorazioniNegli anni della costruzione del tempio e del suo abbellimento, numerosi furono gli articoli apparsi su “Lo Scudo” a firma di don Francesco Sozzi riguardanti le vicende del sacro edificio che mano mano veniva completato nelle sue forme strutturali e si abbelliva all’interno con opere d’arte di gran pregio e valore artistico, a cominciare dai grandi mosaici raffiguranti i Santi Medici nel presbiterio (In attesa della Consacrazione la nuova chiesa aumenta e fa rifulgere la sua bellezza, in “Lo Scudo” del 27 novembre 1958) ed il Cristo Risorto nell’antifacciata (Il nuovo mosaico della chiesa dei Santi Medici di Ostuni. Sinfonia di colori, magnificenza di proporzioni, incanto di mistica e assoluta bellezza. Il Cristo Risorto figura del nuovo cielo e della nuova terra preparati ai credenti, in “Lo Scudo” del 27 maggio 1965), per passare alle vetrate istoriate (don Francesco Sozzi Itinerario del Santuario, in La Parrocchia dei SS. Medici nel 25° di sacerdozio del parroco Mons. Andrea Melpignano), alla Via Crucis (Nella Chiesa dei SS. Medici un’artistica ed originale Via Crucis, in “Lo Scudo” del 27 marzo 1959), ai bassorilievi dello scultore Francesco Bagnulo (Due opere di Francesco Bagnulo punto di arrivo di precedenti esperienze artistiche in “Lo Scudo” del 27 ottobre 1959), alle statue lignee dei Santi Medici provenienti da Ortisei ed altri manufatti di pregio.
Don Francesco Sozzi il 27 luglio 1959 scriveva a tre  anni dalla posa della prima pietra stupore per la nuova chiesa SS. Medici.
L’articolo è accompagnato dalla prima foto del presbiterio con il grande mosaico dei Santi Taumaturghi. La chiesa, il campanile e la canonica furono progettati dall’architetto Francesco Lacitignola, direttore della fabbrica, mentre i lavori furono appaltati alla ditta Antelmi di Carovigno. Alla sistemazione degli ambienti interni contribuì invece l’architetto milanese Emilio Magi.
I nomi dei benefattori e degli oblatori furono quasi tutti riportati sul periodico cittadino in appositi elenchi scorrendo i quali, si tratta di centinaia e centinaia di nomi, ci passa dinanzi la società ostunese del tempo devota ai Santi Medici. Scopriamo così che l’artistico Crocifisso del presbiterio fu offerto dagli umili confratelli della Madonna dei Fiori e costò duecentosettantamilalire; le tre campane costruite da Nicola Giustozzi di Trani furono realizzate col denaro dei seguenti oblatori: quella dedicata ai Santi Medici, la maggiore, a spese dei coniugi Vito e Addolorata Specchia, quella dedicata alla Beata Vergine dei Fiori dall’omonima confraternita (lire 250.000; XX elenco delle offerte apparso
su “Lo Scudo” del 24 agosto 1958), e la più piccola, dedicata a S. Giuseppe, fu offerta da Giuseppe Sofia (300.00 ricavate da una piccola abitazione venduta per la spesa di una campana, XIX elenco offerte apparso su “Lo Scudo” del 27 luglio 1958) e porta a rilievo anche l’immagine di S. Biagio patrono della città.
Per il mosaico dei SS. Medici Leonardo e Giovanni Tanzarella in memoria dello zio don Eligio offrivano lire 300.000 (XIX elenco offerte).
Per i pannelli della Via Crucis estrapoliamo dal XVII elenco delle offerte apparso su “Lo Scudo” del 27 aprile 1958 i nomi degli oblatori: Mola Angela per V stazione Via Crucis 15.000; Brossi Stella per I stazione Via Crucis 15.000; Sorelle Bruno per IV stazione Via Crucis 15.000; Camassa Maria Martina per XIV stazione Via Crucis 15.000; Angelica Ayroldi Anglani per XIII stazione Via Crucis 15.000; Benedetto e Rosa Lotesoriere per XII stazione Via Crucis 15.000; Cosimo e Celestina Menna per IV stazione Via Crucis 15.000; Sgura Maria per III stazione Via Crucis 15.000; L. C. VII stazione Via Crucis 15.000. Il XVIII elenco riporta i seguenti oblatori: M.P. per XI stazione Via Crucis; Sicilia Paolo per II stazione Via Crucis.
La vetrata artistica rappresentante i protettori di Ostuni S. Biagio e S. Oronzo dal costo di lire centosessantottomila fu offerta dai coniugi Stella Loparco e Francesco Longo; gli eredi di Margherita Melpignano-Rapanà
per i 12 metri quadri del mosaico-oro dell’arco trionfale del presbiterio offrivano quattrocentottantamilalire; Teresa Rapanà per la vetrata raffigurante il Battesimo di Gesù dava lire centosessantottomila; Angelo Solari e Angela Cozzolino davano lire novantamila per la vetrata della Natività di Gesù; tanti furono gli oblatori anonimi.

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