Azione cattolica

Azione CattolicaDei 50 anni della parrocchia, per la mia giovane età ne ho vissuti solo la metà. La storia che posso leggere è fatta dai ricordi dei miei famigliari e degli adulti della comunità che me ne hanno parlato: dai racconti di mia nonna che con il pancione assisteva alla posa della prima pietra, a quelli di mio padre che aveva, con i suoi amici, come unico punto di riferimento l’oratorio parrocchiale: una delle poche televisioni era nel salone della parrocchia, lì imparavano a servire messa ma anche a stare insieme, sotto la guida severa di don Andrea, ma che tutti ricordano con affetto e con l’occhio un po’ lucido. Poi il Concilio, il nuovo passo della Chiesa intrapreso a pieno ritmo con don Cosimo, lo scoprirsi famiglia allargata e corresponsabili del cammino della comunità, fino ad oggi con don Paolo.
La storia dell’associazione in questi cinquant’anni per me passa attraverso i volti, un po’ rugosi alle volte, volti del passato che ricordo con affetto: i volti degli educatori ACR, frizzanti ed appassionati, sempre in mezzo ai bambini per accompagnarli alla scoperta dell’Amico Gesù; i volti delle coppie, sempre insieme, sempre allo stesso banco che ci testimoniavano la bellezza dell’essere piccola chiesa domestica; i volti delle donne ai primi banchi che arrivavano puntualissime a messa, magari trafelate dopo aver preparato il ragù e le orecchiette per il pranzo domenicale.
Fra i tanti adulti attivi in parrocchia non avrei saputo distinguere chi appartenesse all’associazione e chi no e questo l’ho capito solo nel tempo, crescendo e conoscendo l’Azione Cattolica e il suo carisma. L’associazione ha da sempre abbracciato le attività della pastorale parrocchiale: le sue attività sono sempre state, e sempre saranno, le attività della parrocchia.
Sin dall’edificazione della parrocchia ha messo al servizio le sue risorse, il suo entusiasmo, la sua passione per la Chiesa. Le prime attività parrocchiali, l’oratorio, i servizi alla mensa della caritas, i Centri di ascolto del Vangelo, così come la preghiera e l’attenzione per le vocazioni sono da sempre stati il pane quotidiano dell’associazione, perché è fatta così, è fatta per questo, potremmo dire.
Unica associazione prima del Concilio Vaticano II si è fatta poi compagna di viaggio nel cammino quotidiano delle altre associazioni e movimenti che sono nati nella parrocchia nel dopo-concilio, condividendo il cammino e il servizio alla comunità.
Dei tanti volti quello che ricordo con più affetto ha i lineamenti di Felice Tanzariello, che è stato per noi guida sicura, un autentico testimone di carità evangelica e di passione per il Signore; ogni tanto mi sembra ancora di vederlo al suo posto, con la testa china nel raccoglimento della preghiera silenziosa. Mi piace pensare a lui come il prototipo dell’aderente all’AC, quello che ci ha insegnato il carisma vero dell’associazione, che è stato umile esempio di quella santità laicale di cui l’associazione è maestra. Questa è l’AC che io ricordo da sempre, quella fatta di volti che si mischiano e confondono tra la gente quasi a non saperli più distinguere, di uomini e donne che vivono nel quotidiano la loro sequela al Signore, attenti al territorio che abitano e lo abitano pienamente, quella di persone appassionate del Vangelo, che si spendono nel servizio alla Chiesa
e in particolare alla parrocchia in cui la Provvidenza li ha chiamati a vivere.

IOLANDA MILONE

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