Suore Oblate Benedettine

Ad Ostuni (Br) sorge dal novembre 1949 l’Istituto Caterina Petraroli Specchia, meglio conosciuto come “Villa Specchia”, la Casa Generalizia della nostra Congregazione.
Pochi anni dopo la fondazione della Congregazione, aumentando il numero delle giovani che desideravano unirsi alle prime suore, si sentì urgente il bisogno di una Casa di Noviziato, in un ambiente dove la natura e il silenzio aiutassero la ricerca di Dio e il colloquio con Lui. Vi era, sul colle di Scopinaro, alla periferia di Ostuni, una villa signorile, non ancora ultimata, in posizione salubre e ridente, incorniciata da un’ incantevole selva di ulivi, degradante verso l’Adriatico; essa venne acquistata a prezzo favorevole dal proprietario, l’avv. Specchia. Ben presto vi si installarono le prime Suore.
Il nucleo originale era però insufficiente per la Congregazione che andava sempre più espandendosi. Siamo nel 1950: iniziano i lavori per l’ampliamento di Villa Specchia, lavori che vedono all’opera le suore, che si improvvisano muratori, falegnami, fabbri e facchini…; nel 1956, sono ultimati i nuovi edifici, dove la vita s svolge con semplicità evangelica. Ogni genere di lavoro: ospitalità, assistenza alle bimbe orfane, catechesi, lavoro manuale e dei campi, è consacrato dall’obbedienza che lo dispone.
I locali sono ultimati, ma un gran desiderio rimane in tutte: il Padrone di Casa dimora in una piccola cappella, in attesa che gli si possa costruire una degna abitazione.
I fondi per il terreno e il rustico giungono inaspettatamente dal ricavato della pubblicazione di un’opera scritta dal fratello sacerdote di una delle prime suore, morto in un tragico incidente; un padre benedettino di Noci –ingegnere- è l’ideatore del progetto della chiesa, che viene inaugurata nel giugno 1961, col funerale di una delle Fondatrici, Madre Scolastica Passante.
La Chiesa, consacrata nel 1970 dal Cardinale Corrado Ursi, verrà arricchita nel 1976 da un ciclo pittorico sulla vita di S.Benedetto, donato dal Maestro Bramante di Milano, uno dei tanti ospiti che rimase affascinato da Villa Specchia, dal clima che vi si respira, e volle lasciarle il segno tangibile del suo passaggio. Alle bimbe orfane si aggiunge, nel 1971, un gruppetto di disabili, che vengono qui aiutate ad inserirsi nella vita di ogni girono. Tale opera , denominata ora “Oltre i limiti”, è divenuta centro diurno per disabili .
Accanto all’opera educativa che non ha soste, colpisce il visitatore la liturgia corale, che è il fulcro attorno a cui gravita tutta la nostra vita. Siamo e ci sentiamo un’assemblea liturgica permanente, poiché il nostro “essere” è un atto di culto, una liturgia di lode che trasfigura l’esistenza.

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