VANGELO Luca 11,1-13 domenica 28 luglio 2019 LA PREGHIERA: RELAZIONE FILIALE E CONFIDENTE DEL DISCEPOLO

Pubblicato giorno 28 luglio 2019 - In home page, in primo piano

VANGELO 28.07

La preghiera che Gesù insegna ai suoi, sottolinea il rapporto confidenziale ed insistente che i discepoli sono chiamati ad intrattenere tra il Padre,  che ha inviato il Maestro della preghiera, e la missione della chiesa nell’umanità. La preghiera non è formula, ma lo stile da avere per stare con il Padre. Questo ci fa comprendere che la preghiera non è concentrazione su se stessi, ma apertura verso il Padre. Il centro della preghiera cristiana è l’opera del Padre per della salvezza di tutti gli uomini. L’apertura della preghiera verso l’umanità ci viene insegnata prima da Abramo che ascoltiamo nel testo della Genesi e poi da Gesù, il solo giusto nell’umanità che è che è speranza salvezza. L’audacia di Abramo è la sua mediazione insegnano alla preghiera cristiana a farsi voce presso il Padre perché il solo Giusto presente in mezzo a noi, sia dono di tutti. La preghiera di Gesù che i discepoli scrutano e la loro richiesta d’insegnamento li invita alla confidenza filiale. Ad Abramo, l’evangelista Luca, pone la comunità della Chiesa pellegrina nel tempo che vive la certezza di Gesù, uomo giusto in mezzo a noi, che salva l’umanità e rende la chiesa strumento di salvezza. Al rapporto verticale con il Padre vi è il Vangelo della salvezza e nella relazione orizzontale vi è la condivisione del pane e il perdono reciproco. La preghiera ci rende viventi in Dio e radicati nella storia. Tutto ciò che circonda l’uomo, dalla creazione agli eventi storici sono preghiera e questa ci fa respirare l’amore di Dio che non abbandona alla solitudine, ma dissipa le ombre della morte e della paura. Buona domenica.

don Giovanni Apollinare

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